Paolo Costella, regista del film “Terapia di Gruppo” ha incontrato A.I.S.T. Ets Associazione Italiana Sindrome di Tourette nella persona della dott.ssa Donatella Comasini, presidente, e dott. Antonino Ganci, psicoterapeuta e collaboratore dell’associazione, a seguito di alcune perplessità e malumori sulla modalità di rappresentazione della Sindrome di Tourette suscitati dalla visione del trailer.
Grande la disponibilità e l’interesse nel conoscere il punto di vista dell’Associazione e il feedback sul film è stata dimostrata da Costella che ha dato attento ascolto a quanto riportato mostrando sincero dispiacere se involontariamente ha potuto rattristare qualcuno con la sua opera.
Comasini e Ganci hanno sottolineato che si tratta di una sindrome neurologica caratterizzata dalla presenza di tic motori e fonatori e che, in alta percentuale possono essere presenti Disturbo Ossessivo Compulsivo, Deficit di Attenzione / Iperattività, Disturbo Oppositivo Provocatorio, rabbia, discontrollo degli impulsi, ansia e depressione. Sebbene la coprolalia (emissione involontaria di parolacce e frasi oscene) e la coproprassia (gesti osceni) siano i sintomi più conosciuti, interessano solo circa il 10 – 12% delle persone con Tourette. Questo dato è fondamentale per una corretta informazione e sensibilizzazione sulla sindrome che, come evidenziato durante l’incontro, è molto più complessa e sfaccettata. La Tourette può essere percepita in modi diversi, per alcune persone, questa condizione rappresenta semplicemente una parte della loro identità e non un ostacolo alla quotidianità. Pertanto, non solo può non essere un disturbo ma anche una modalità unica di percepire e affrontare il mondo. La chiave è l’accettazione, sia da parte dell’individuo stesso che della società, per vedere la diversità come una ricchezza piuttosto che come un limite. Quando invece la sindrome è disturbante, la psicoterapia cognitivo comportamentale (TCC) è un approccio terapeutico efficace e può portare a risultati significativi in termini di accettazione e gestione dei sintomi. Numerosi studi hanno dimostrato che la TCC non solo può ridurre l’intensità e la frequenza dei tic ma anche migliorare la qualità della vita. La chiave è l’approccio personalizzato: ogni individuo può trarre vantaggio da tecniche e strategie su misura per le proprie esigenze e obiettivi. Ove invece il disturbo diventa invalidante è consigliata e opportuna la terapia farmacologia.
Solo attraverso una comunicazione accurata e rispettosa possiamo sperare di costruire una società più inclusiva e comprensiva dove ogni individuo possa sentirsi accettato e valorizzato per ciò che è.
Detto questo, il film Terapia di gruppo affronta con sensibilità le tematiche legate alla salute psicologica e mentale, mettendo in luce le problematiche psicosociali che possono sorgere alla presenza di determinate patologie a partire dall’accettazione del se, il senso di inadeguatezza, il timore del giudizio degli altri, il bullismo, sino ad all’isolamento sociale.
La sintomatologia che caratterizza principalmente Federico, protagonista del film, è la coprolalia e la coproprassia che, come abbiamo già sottolineato, è presente in bassa percentuale. Vengono ben rappresentate le difficoltà che possono emergere nelle relazioni interpersonali e lo stato d’ansia e l’imbarazzo che può essere presente per i tic. Inoltre, viene sottolineato il pensiero rapido e associativo che gli consente di fare connessioni tra idee in modo agile. Infine, il finale a sorpresa del film celebra la creatività, spesso superiore alla media, delle persone con Tourette.
In conclusione, la chiacchierata tra A.I.S.T. Ets e Paolo Costella si è rivelata molto proficua e costruttiva, un momento di incontro sincero in cui sono emerse idee e prospettive utili a migliorare la rappresentazione della Sindrome di Tourette nei Media. I professionisti del mondo cinematografico hanno il potere di plasmare la narrazione e le percezioni pubbliche, e ogni passo verso una rappresentazione accurata può contribuire a ridurre stigmi e pregiudizi.

